Diario di un trapezista di Sigfrido Ranucci 

Teatro dell'Efebo

Diario di un trapezista è il racconto teatrale inedito di un Sigfrido Ranucci intimo e personale, lontano dalle luci della ribalta televisiva. Un viaggio attraverso gli episodi meno noti della sua vita professionale e privata, tra indagini scomode, incontri inaspettati e scelte che hanno cambiato il corso delle sue inchieste – e della sua esistenza. A partire dalle grandi inchieste giornalistiche di Report, Ranucci intreccia sul palco una narrazione emozionante fatta di testimonianze vere, personaggi borderline e situazioni al limite, spesso sfuggite ai riflettori ma cruciali nel determinare il successo (e il rischio) del suo lavoro.

Un vagabondo che lo aiuta a realizzare lo scoop su Falluja e il fosforo bianco, un tassista che lo guida alla pinacoteca segreta di Tanzi, una producer svizzera che lo salva da un complotto politico. E poi: un rapinatore pugliese, una vicepreside complice d’inchiesta, una professoressa con la videocamera pronta al momento giusto, una bodyguard che sventa un sabotaggio interno alla Rai.

In scena prende forma il “Sigfrido trapezista”, in bilico tra informazione e pericolo, coraggio e fragilità, inchiesta e vita. Perché ogni persona incontrata – anche solo per un attimo – ha lasciato in lui un segno, una lezione, un pezzo di sé. Un monologo potente, sincero e pieno di verità, che racconta ciò che non si vede in tv, ma che ha reso possibili le inchieste più celebri del giornalismo italiano.

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Descrizione

Diario di un trapezista è il racconto teatrale inedito di un Sigfrido Ranucci intimo e personale, lontano dalle luci della ribalta televisiva. Un viaggio attraverso gli episodi meno noti della sua vita professionale e privata, tra indagini scomode, incontri inaspettati e scelte che hanno cambiato il corso delle sue inchieste – e della sua esistenza. A partire dalle grandi inchieste giornalistiche di Report, Ranucci intreccia sul palco una narrazione emozionante fatta di testimonianze vere, personaggi borderline e situazioni al limite, spesso sfuggite ai riflettori ma cruciali nel determinare il successo (e il rischio) del suo lavoro.

Un vagabondo che lo aiuta a realizzare lo scoop su Falluja e il fosforo bianco, un tassista che lo guida alla pinacoteca segreta di Tanzi, una producer svizzera che lo salva da un complotto politico. E poi: un rapinatore pugliese, una vicepreside complice d’inchiesta, una professoressa con la videocamera pronta al momento giusto, una bodyguard che sventa un sabotaggio interno alla Rai.

In scena prende forma il “Sigfrido trapezista”, in bilico tra informazione e pericolo, coraggio e fragilità, inchiesta e vita. Perché ogni persona incontrata – anche solo per un attimo – ha lasciato in lui un segno, una lezione, un pezzo di sé. Un monologo potente, sincero e pieno di verità, che racconta ciò che non si vede in tv, ma che ha reso possibili le inchieste più celebri del giornalismo italiano.