Le Troiane di Euripide
Teatro dell'Efebo
15,00 €
Le Troiane: Il dolore universale dei vinti
Una delle tragedie più emozionanti e attuali. La forza straordinaria delle donne, il dolore della perdita e dell’esilio, lo strazio di una madre: la potenza delle parole di Euripide nel condannare la guerra dal punto di vista dei vinti.
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La caduta: Troia è crollata insieme alle sue mura. Guerrieri usciti da un cavallo hanno distrutto ogni residuo della civiltà troiana; sono morti uomini, anziani, bambini.
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La prigionia: Restano solo le donne, uniche testimoni delle atrocità subite, che aspettano di essere scelte dai soldati greci come schiave.
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L’abbandono: Nessuna di loro avrà giustizia, non ci sarà alcun deus ex machina a salvarle. Restano solo la consapevolezza del proprio dolore e un inascoltato grido di rabbia contro l’ingiustizia della guerra.
La scelta registica: Un unico corpo, un’unica voce
Ecuba, Andromaca, Cassandra: le donne troiane sono unite dal dolore della morte e dal peso dei ricordi. Per questo la regista ha scelto di rappresentarle non come individui distinti, ma come un unico corpo e un’unica voce che si moltiplica nel Coro.
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Il dolore universale: La loro sofferenza è una ferita che trascende i singoli destini.
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Il Coro come cuore pulsante: Una coscienza comune che canta la rovina della città e delle sue madri.
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Una Troia senza tempo: Passato e presente si fondono. I ricordi di una vita felice potrebbero appartenere a qualsiasi donna sopravvissuta a una delle tante guerre che ancora oggi ci affliggono.
Due mondi a confronto: Greci vs Troiani
I Greci (I Vincitori) Non vengono rappresentati come uomini ma come simboli: incarnano la ragione, la politica, la macchina della guerra. Sono spersonalizzati, quasi automi, che agiscono per necessità logica e calcolo strategico, non per umanità.
I Troiani (I Vinti) Rappresentano il sentire, il legame con gli dèi, la religione e la memoria. Sono i custodi di una dimensione emotiva e spirituale che la guerra tenta di annientare, ma che non si spegne.
Un’opera che parla al presente
Ogni guerra ci restituisce nuove Troia in fiamme: i lamenti di Ecuba e delle donne di Troia sono gli stessi che oggi risuonano tra le rovine di città lontane, eppure mai così vicine a noi.
Terra Magica Arte e Cultura – Regia di Valeria Cimaglia
ECUBA: DOMIZIA D’AMICO
ANDROMACA: MARIACHIARA BASSO
CASSANDRA: VALERIA CIMAGLIA
ELENA: FRANCESCA BAX
AGAMENNONE/TALTIBIO: MARCO MAGGIO
CORIFEA: ALESSIA FERRERO
LA VOCE DI POSEIDONE MASSIMO CIMAGLIA
MUSICHE SIMONE CARRINO
SCENE E COSTUMI FRANCESCA BAX
REGIA VALERIA CIMAGLIA
Descrizione
Le Troiane: Il dolore universale dei vinti
Una delle tragedie più emozionanti e attuali. La forza straordinaria delle donne, il dolore della perdita e dell’esilio, lo strazio di una madre: la potenza delle parole di Euripide nel condannare la guerra dal punto di vista dei vinti.
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La caduta: Troia è crollata insieme alle sue mura. Guerrieri usciti da un cavallo hanno distrutto ogni residuo della civiltà troiana; sono morti uomini, anziani, bambini.
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La prigionia: Restano solo le donne, uniche testimoni delle atrocità subite, che aspettano di essere scelte dai soldati greci come schiave.
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L’abbandono: Nessuna di loro avrà giustizia, non ci sarà alcun deus ex machina a salvarle. Restano solo la consapevolezza del proprio dolore e un inascoltato grido di rabbia contro l’ingiustizia della guerra.
La scelta registica: Un unico corpo, un’unica voce
Ecuba, Andromaca, Cassandra: le donne troiane sono unite dal dolore della morte e dal peso dei ricordi. Per questo la regista ha scelto di rappresentarle non come individui distinti, ma come un unico corpo e un’unica voce che si moltiplica nel Coro.
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Il dolore universale: La loro sofferenza è una ferita che trascende i singoli destini.
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Il Coro come cuore pulsante: Una coscienza comune che canta la rovina della città e delle sue madri.
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Una Troia senza tempo: Passato e presente si fondono. I ricordi di una vita felice potrebbero appartenere a qualsiasi donna sopravvissuta a una delle tante guerre che ancora oggi ci affliggono.
Due mondi a confronto: Greci vs Troiani
I Greci (I Vincitori) Non vengono rappresentati come uomini ma come simboli: incarnano la ragione, la politica, la macchina della guerra. Sono spersonalizzati, quasi automi, che agiscono per necessità logica e calcolo strategico, non per umanità.
I Troiani (I Vinti) Rappresentano il sentire, il legame con gli dèi, la religione e la memoria. Sono i custodi di una dimensione emotiva e spirituale che la guerra tenta di annientare, ma che non si spegne.
Un’opera che parla al presente
Ogni guerra ci restituisce nuove Troia in fiamme: i lamenti di Ecuba e delle donne di Troia sono gli stessi che oggi risuonano tra le rovine di città lontane, eppure mai così vicine a noi.
Terra Magica Arte e Cultura – Regia di Valeria Cimaglia
ECUBA: DOMIZIA D’AMICO
ANDROMACA: MARIACHIARA BASSO
CASSANDRA: VALERIA CIMAGLIA
ELENA: FRANCESCA BAX
AGAMENNONE/TALTIBIO: MARCO MAGGIO
CORIFEA: ALESSIA FERRERO
LA VOCE DI POSEIDONE MASSIMO CIMAGLIA
MUSICHE SIMONE CARRINO
SCENE E COSTUMI FRANCESCA BAX
REGIA VALERIA CIMAGLIA








